Mentre questo sito web vede la luce l’anestesia locale festeggia il suo centoquarantesimo compleanno. La sua nascita suscitò enorme interesse: senza alterare la coscienza essa induceva in un distretto somatico la sospensione sensoriale con la percezione di una sua “separazione” dal resto del corpo che, invece, restava sensibile e funzionante. Il distretto separato tornava poco dopo alla normalità. Il dolore associato alla Chirurgia fu così subito assoggettato a efficace controllo ma la sperimentazione si estese su ogni altra forma di dolore.

Brevemente separato dal corpo il distretto trattato con Anestetici Locali (AL) una volta recuperato poteva risultare meno sofferente e con il ripetersi delle separazioni e dei recuperi talora si conseguivano vantaggi durevoli anche dopo l’esaurimento dell’effetto anestetico. Oltre che il dolore si scoprì che molti altri disturbi potevano essere curati con iniezioni di AL su nervi, gangli, plessi nervosi e in ogni tessuto innervato. A fianco delle applicazioni anestesiologiche nasceva così anche un vasto fronte di Terapie con Anestetici Locali (TAL). A cavallo tra il XIX e il XX Secolo, quando ormai si disponeva di un robusto corpo di esperienze, sul tema iniziò la produzione di articoli scientifici e nel 1894 l’americano James Corning redasse la prima pubblicazione sulla terapia del dolore mediante AL. Circa vent’anni dopo, nel 1914, il francese Victor Pauchet firmò il primo testo di Anestesia Loco-Regionale (ALR) concepito per la formazione accademica mentre ininterrottamente cresceva il numero di tecniche iniettive di AL sia per scopi anestesiologici che terapeutici. 

Nella prima metà del XX Secolo due medici tedeschi, i fratelli Ferdinand e Walter Huneke, scoprirono che gli AL potevano essere iniettati per via endovenosa per curare malattie dolorose e infiammatorie. In seguito appurarono che processi cicatriziali possono generare patologie a distanza di spazio e di tempo dalla loro origine e che il loro trattamento con AL può esprimere effetti terapeutici potenti e durevoli. Si trattò di una scoperta di enorme importanza poiché a quel tempo si riteneva che gli unici fattori morbigeni fossero i microrganismi, gli agenti fisici e chimici, gli stati carenziali, le aberrazioni genetiche e le neoplasie. Sulla scorta di un numero rilevantissimo di osservazioni si potè celebrare il battesimo della Terapia Neurale secondo Huneke (TNH), metodica diagnostica e terapeutica che avrebbe enormemente incrementato le potenzialità già fino ad allora espresse dagli AL. Le scoperte degli Huneke anticiparono successivi sviluppi del pensiero e della prassi in diversi settori della Medicina ma presso la comunità scientifica del tempo non trovarono piena accoglienza: era ancora lontana l’idea che tra la sorgente di un disturbo e la sede della sua espressione potessero sussistere importanti distanze topografiche e temporali. La maggiore responsabilità di quell’incompleta affermazione ricade su modelli superati, alcuni dei quali tuttora vigenti, ma in parte è da ricondurre anche a versioni scientificamente deboli che talora di questa straordinaria materia medica sono state offerte. E’ opportuno perciò supportare tutte le società scientifiche, come l’italiana “Neuralia”, impegnate a tenere elevato il livello delle conoscenze e le abilità pratiche di chi la professa. Il medico che si dota di quel sapere e di quel saper fare vede le sue capacità terapeutiche ampliarsi sensibilmente sperimentando il privilegio di applicare solide categorie scientifiche pur restando libero dalla soggezione a rigide e standardizzate linee guida. Da anni alcune diffidenze hanno ceduto il passo a un riconoscimento sempre più pieno e in Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Turchia e America Latina sono state istituite cattedre universitarie intorno alla TNH che, in breve tempo, ha accolto in sè e perfezionato altre forme di TAL espresse precedentemente e successivamente all’avventura dei due fratelli. 

Decisi di applicarmi alla redazione di questo sito web alcuni anni or sono al termine di una lezione che uno specialista in Medicina Interna mi invitò a tenere presso la sua cattedra universitaria: si era dichiarato colpito dall’evoluzione di alcuni casi che avevo trattato e voleva saperne di più sul background scientifico delle TAL. Invitò all’evento colleghi, studenti e tirocinanti associati al suo corso accademico e così mi trovai di fronte a una platea più folta del previsto. Alcuni tra i convenuti conoscevano qualcosa del tema della lezione poichè mi chiesero se avrei parlato loro della Terapia Neurale (TN). Portai in visione filmati di casi clinici e animazioni su dinamiche patogenetiche e al termine della relazione mi furono rivolte domande per lo più riguardanti aspetti di Fisiopatologia e indicazioni cliniche alle TAL. Ritengo di avere lasciato intuire quanto fossi appassionato alla metodica poiché alcune delle domande riguardarono anche il mio incontro con essa. Insomma, vi fu anche chi volle conoscere come passaggi della mia minuscola storia individuale si fossero intrecciati alla grande storia della TNH. Tra le tante domande formulate almeno due non mi trovarono pronto alla risposta: vertevano su evidenze che la ricerca biomolecolare aveva messo in luce da poco tempo e questo mi fece avvertire la necessità di un aggiornamento anche per farne oggetto della più ampia condivisione.

Nello studio del continuum tra le origini, gli sviluppi e l’attualità delle TAL ben presto mi resi conto di quanto quella vicenda scientifica sia sempre stata intimamente connessa ai contesti ambientali in cui si è dipanata e di come sia correlata alla storia dei personaggi che a vario titolo vi hanno partecipato. In alcuni passaggi questa narrazione potrà perciò assumere un “carattere manzoniano” ma ho immaginato di non essere l’unico a provare un po’ di noia nel consultare sempre e unicamente documenti scientifici purgati di qualsiasi aspetto umano, tante e tante righe da cui assai poco emerge del pensiero di chi ha diretto una ricerca, quanto abbia sudato nel condurla o nell’affermarne le conclusioni. “Anche quando leggono di scienza le persone vogliono prima di tutto leggere storie” suggerisce al proposito David Quammen nell’introduzione del suo bellissimo “l’Albero Intricato”.

Il presente sito web non ha aspirazioni né forma manualistica e, al proposito, un’importante precisazione è necessaria. Nel corso della lettura di un capitolo è possibile connettersi ad altri settori dello stesso sito attraverso links: quelli siglati “FTI” introducono a filmati su tecniche iniettive che qui sono illustrate per offrire l’idea della versatilità delle TAL (non dunque per finalità didattiche). Questo anzitutto poiché i filmati sono stati registrati nell’arco di poco meno di un quarantennio e nel tempo, analogamente a quanto accade per le tecniche chirurgiche e le strategie farmacoterapiche, numerose tecniche sono state modificate e perfezionate. In questo “Origini, sviluppi e attualità delle TAL” gli argomenti trattati sono tra loro collegati da un continuum (per lo più cronologico) e, tuttavia, ogni capitolo è stato redatto per essere fruito anche come singola monografia. Lo stesso criterio non è stato applicato negli altri settori del sito (“Argomenti di Fisiopatologia”, “Le Terapie con Anestetici Locali nelle grandi sindromi”, “Casi clinici ragionati” e “Rassegna di alcune tecniche iniettive”) ove la trattazione è in chiave squisitamente monotematica.

La prima finalità del sito è avvicinare alle TAL medici e veterinari che ne abbiano solo una vaga immagine recuperando una continuità storica e scientifica attraverso la ricostruzione di una complessa combinazione di vicende. Proverò a mostrare quanto le intuizioni dei pionieri della metodica siano confermate da recenti evidenze. Si è trattato di un lavoro vasto e non semplice e pertanto, oltre a non nutrire velleità di completezza, mi scuso anticipatamente per le inesattezze che potrebbero nascondersi nelle sue pieghe. 

Taluni ancora immaginano le TAL quali “figlie di un dio minore” e le collocano perciò tra le medicine alternative, complementari o palliative. Eppure consultando autorevolissime riviste internazionali di medicina cardiovascolare (“Heart” o “Circulation” ad esempio) emerge che una delle più note applicazioni tra le TAL, il trattamento con AL del ganglio stellato, è annoverata tra le più efficaci misure contro aritmie cardiache minacciose per la vita. Analogamente consultando altre pregevoli riviste (“Pain”, “Anaesthesiology”, “Journal Bone Joint Surgery”) si apprende che il trattamento con AL del sistema simpatico costituisce la forma di terapia più valida contro le complicanze trofiche e dolorose della traumatologia ortopedica. Se poi ci si applica allo studio delle origini, degli sviluppi e dell’attualità delle TAL emerge che lungo tutto il percorso esse hanno goduto dei contributi di personalità scientifiche di altissimo rango di cui alcune persino insignite del Premio Nobel per la Medicina o la Biologia. C’è ancora altro. La forma di TAL nota come Terapia Neurale secondo Huneke (TNH) più di altre è stata fatta bersaglio di critiche poiché i criteri generali su cui si fonda vengono applicati con modalità diversificate da caso a caso con elusione della standardizzazione prevista da preconfezionati protocolli medici “evidence based”. Chi la vorrebbe esclusa dal consesso scientifico invocando questo aspetto probabilmente ignora che da alcuni anni i settori più avanzati della ricerca e della clinica esprimono ogni sforzo per lasciarsi alle spalle la standardizzazione terapeutica (che tanto aveva promesso sul piano dell’efficacia e della sostenibilità) per approdare a una Medicina di Precisione che possa offrire soluzioni tanto più efficaci quanto più adeguate a ogni singolo caso. E’ in simili contraddizioni che cercherò di mettere il dito facendo il possibile per offrire una rassegna delle trasformazioni del pensiero scientifico, delle vicende umane, dei riconoscimenti e delle negazioni di evidenze che rendono così tortuosa e affascinante la storia delle TAL.

In ogni settore un grande spazio è dedicato alla Fisiopatologia: chi scrive è convinto che per molti aspetti la distorsione della logica “Evidence Based” e la rapidità nelle scelte cliniche richiesta dalla Medicina in auge abbia privato molti dello spazio e del tempo per il ragionamento e l’aggiornamento della cultura fisiopatologica con la produzione (si perdoni la metafora) di musicisti che, pur disponendo di uno strumento, non sanno leggere uno spartito musicale.    

Quanto è emerso sugli effetti biologici degli AL e sulle loro possibilità terapeutiche fa apparire insufficiente una narrazione che si esaurisca con le esperienze degli Huneke e pertanto ho reso disponibili argomenti e relative voci bibliografiche che iniziano alla fine del XIX Secolo e giungono fino a oggi. La narrazione parte dalle origini dell’anestesia locale quando la pianta della coca si offrì all’uomo quale primo mezzo per ottenerla. Già la premessa storica mostrerà come i percorsi della scienza siano spesso imprevedibili a causa del condizionamento dei contesti ambientali, sociali, culturali, confessionali, di circostanze casuali e persino di clamorosi fraintendimenti. In questo senso la storia delle TAL ne è una prova lampante: alcune scoperte hanno acceso controversie sull’identità dello scopritore, altre sulla natura e il valore della scoperta e altre ancora sulle applicazioni e sui relativi aspetti etici ma è difficile individuare una materia medica che abbia, essa sola, suscitato tutti i menzionati motivi di dibattito. Una collocazione degli eventi potrà permettere di associare più facilmente gli sviluppi delle TAL a quelli delle neuro-immunoscienze cogliendo le coerenze e le dissociazioni che in quella relazione sono emerse. Come già ho premesso la trattazione sarà linkata ad argomenti presenti sotto come file di lettura o di video in altre sezioni.


Claudio Dell’Anna

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Dott. Claudio Dell'Anna

Dott. Claudio Dell'Anna

Specialista neurologo, il Dott. Claudio Dell’Anna si occupa principalmente di Dolore Cronico e di Disturbi post-traumatici e post-operatori (Complex Regional Pain Syndrome-CRPS).

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